Sono passate settimane dal mio viaggio a Valencia, e solo ora trovo un pò di tempo per raccontarvi qualcosa di questa splendida città…
Non ho fatto molte foto, sono stati 4 giorni molto frenetici e di rado avevo tempo per soffermarmi a immortalare la città.
MA ci tornerò, magari con tutta la calma per dedicare a questa splendida città un intero reportage!

Valencia mi ha davvero sorpresa, ho sempre pensato alla Spagna come un Paese la cui cultura si limitasse alla siesta e alla paella, ma mi sbagliavo e di grosso. Tant’è che 4 giorni non sono bastati per conoscere a fondo una città che, in fin dei conti é considerata periferica in Spagna.
Ciò che mi ha colpito a primo impatto di Valencia é l’architettura: é un inno allo stile liberty e all’art nuveau, che io adoro.


Abbiamo alloggiato in un B&B situato all’interno di un edificio d’inizio secolo, dove le stanze sono deliziosamente arredate IKEA (che poi é anche il motivo per il quale ho prenotato in questo albergo senza pensarci due volte).


Unico neo: la metro costicchia, quindi abbiamo dovuto camminare molto, a volte anche per chilometri. Per fortuna la gente é davvero accogliente e disponibile, per cui raggiungere anche posti lontanissimi é stato semplice con le indicazioni dei passanti rigorosamente in spagnolo (ebbene si, non parlano una parola di inglese).




La prima cosa che si visita a Valencia é, inevitabilmente, la Città della Scienza.
Inevitabilmente perché, manco a dirlo, gli imponenti edifici della Città della Scienza sono diventati il simbolo di Valencia stessa, un pò come la Tour Eiffel per Parigi.



Fa strano ritrovarsi immersi in questi capolavori di modernità, in una città dove tutto sembra ricordarne gli antichi splendori raggiunti durante il 19° secolo, ma onore al merito, i valenciani sono riusciti a creare un perfetto connubio tra le due epoche, donando alla città quel tocco di fascino cosmopolita!
Glii spagnoli, e i Valenciani in particolar modo amano godersi la vita, i negozi non aprono prima delle 10-11 del mattino e chiudono dalle 14 alle 17 circa per la siesta, in compenso é possibile trovare negozi aperti anche fino alle 20,30 – 21 di sera. Orari di lavoro che in Italia sarebbero un miraggio 
Di sera non c’era granché movimento nel nostro quartiere, un pò troppo alla moda forse, per i divertimenti più sfrenati.
Ma il proprietario del B&B ci ha svelato (forse troppo tardi per organizzarci) che in realtà i valenciani trascorrono il weekend tra feste private e discoteche fino a notte fonda e almeno fino al mattino dopo (questo spiegherebbe almeno in parte gli orari un pò scombussolati xD).
Noi però, ci siamo accontentati di trascorrere intere serate nei locali della catena «101 montaditos», dove una pinta di birra locale costa 1€ e vengono serviti 101 tipi di piccoli panini, ripieni di prelibatezze locali a prezzi abordabilissimi.
Tutto sommato la città di sera é un posto davvero sicuro e silenzioso, dove si può passeggiare tranquillamente senza il timore di essere disturbati o borseggiati!


Andare in Spagna, e non avvicinarsi nemmeno alla tradizione e alla cultura della corrida é davvero un peccato!
Noi non ce lo siamo perso, e abbiamo visitato Plaza de Toros, dove si trova un vero e proprio museo taurino dedicato alla storia della corrida a Valencia.



Ma cosa sarebbe Valencia senza il suo porto e la sua spiaggia enorme?
Beh, nulla infondo. L’intera città deve la sua fortuna come città turistica al porto ristrutturato in occasione dell’Americas’Cup del 2006, e che ospita il circuito di formula 1 oltre che l’intensa movida estiva.


Noi ci siamo andati di sabato mattina, con un bel sole e 22° gradi a farci compagnia. La spiaggia era affolata di ragazzi e famiglie, quale luogo migliore per rubare foto con un timidissimo tele o con la lomo?


Ho portato con me la reflex con il 18-55 e il 55-250 (santo tele, mi ha permesso di rubare scatti a distanze impossibili) e anche la piccola Diana ^^
A proposito di quest’ultima ho avuto una piacevole sorpresa. Avendo avuto un piccolo incidente con il rullino in bianco e nero (quando imparerò a non riavvolgere troppo la pellicola dentro il rullino?!) ho dovuto comprare un altro rullino!
E’ stata un’impresa ardua considerando gli orari assurdi dei negozianti, e il fatto che stranamente nei piccoli centri commerciali ho trovato rullini per lomo di tutti i tipi e formati tranne che dei semplici kodak 200asa!!
Per fortuna ho trovato un negozio Fnac, e li la mia scelta é caduta su un Fujifilm superia 400. Costo €3,50, una cifra stupidissima per una resa dei colori semplicemente STUPENDA!


Insomma, Valencia é una città che mi é piaciuta tanto, perché mi ha spiazzata: non mi aspettavo così tanta bellezza, cultura e civiltà in un posto che non fosse la mia amata Parigi.
Consiglio a tutti di visitarla, anche se per pochi giorni, ne vale davvero la pena.
Spero vi piacciano le foto,
Cri

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